La Dispensa Creativa

A5La Dispensa Creativa nasce nel maggio del 2011 a Bologna in seguito alla selezione del progetto Volume Libero/Libero Volume da parte del bando Incredibol 2010, I ed. La Dispensa Creativa si propone come laboratorio di comunicazione, architettura, grafica e design. Ha sviluppato in questi anni le proprie capacità nell’ambito della progettazione di eventi, dello sviluppo di concept e comunicazione, dell’allestimento di spazi dedicati a bambini e adulti, ha elaborato idee e temi progettuali che hanno dato vita a progetti di design e promozione culturale/ territoriale.

La Dispensa Creativa Ricerca!, proponendo esperienze di workshop e laboratori; studiando e approfondendo tematiche progettuali, sociali ed economiche.
La Dispensa Creativa Comunica!, attraverso la realizzazione di eventi inseriti nella programmazione di alcune note manifestazioni cittadine, importanti occasioni di approfondimento per il lancio di nuove idee.
La Dispensa Creativa Immagazzina!, le idee che non hanno trovato una immediata possibilità di sviluppo. Queste sono depositate e stoccate all’interno dell’archivio Deposito di potenzialità creativa, pronte per essere utilizzate al momento opportuno.
La Dispensa Creativa Contamina!, e cerca nuove contaminazioni creative, per lo sviluppo e l’approfondimento di idee e progetti, in ambito pubblico e privato.

INGREDIENTI IN DISPENSA

l’Arancia

“L’arancia quindi è un oggetto quasi perfetto dove si riscontra l’assoluta coerenza tra forma, funzione, consumo…”

(Bruno Munari “Good Design” Corraini Editore Mantova)

Creatività

“Creatività è sinonimo di pensiero divergente, cioè capace di rompere continuamente gli schemi dell’esperienza. E’ creativa una mente sempre al lavoro, sempre a fare domande, a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti, a suo agio nelle situazioni fluide nelle quali gli altri fiutano solo pericoli, capace di giudizi autonomi e indipendenti, che rifiuta il codificato, che rimanipola oggetti e concetti senza lasciarsi inibire dai conformismi”

(Gianni Rodari “La grammatica della fantasia” ed Einaudi Ragazzi 2010)

[…] qualcosa di nuovo che produce qualcosa di buono” all’origine della quale c’è curiosità, insoddisfazione, inquietudine; una maniera di osservare il mondo intercettando dettagli significativi e facendosi domande non ovvie.

(Annamaria Testa “La trama lucente” ed Rizzoli 2010)

Spazio

“Per questi progetti (che creano un cortocircuito tra geografia, archeologia industriale, antropologia e studi sul paesaggio) Trevor Paglen, geografo, artista, ricercatore universitario, scrittore, ha teorizzato una disciplina di studio definita “Geografia Sperimentale”, pratica che considera la produzione culturale e la produzione dello spazio inseparabili. Il termine sperimentale è utilizzato nella sua accezione modernista, e la geografia non viene intesa come disciplina che si occupa unicamente degli aspetti fisici (i bacini idrici, la presenza vulcanica ecc…) del territorio ma, attraverso la ricerca (letteraria, antropologica, economica) produce uno spazio culturale che a sua volta determina un nuovo ordinamento spaziale.”

(Lorenza Pignatti “Kit cartografici”, tratto da “Mind the Map” mappe, diagrammi e dispositivi cartografici ed postmedia books 2011)

Multidisciplinarietà

“Non mi sono mai appagato di un canale solo, avevo bisogno di percorrere più canali contemporaneamente. Certo, dando la preferenza a questo canale, che poi è stato il canale assorbente, ma riuscire a navigare su canali diversi sul piano delle attività, sul piano delle relazioni, sul piano della cultura, sul piano dello sport, sul piano delle manifestazioni umane (…) ha secondo me un’azione sinergica di arricchimento. E poi, ti consentono dopo di vivere, contemporaneamente in più mondi. Anche il mondo della pedagogia che è un mondo, molte volte, frustrato, piccolo, modesto, scarsamente produttivo di idee, di creatività, di cambiamenti ecc. La pedagogia ha bisogno probabilmente di altre forze collaterali.”

(Loris Malaguzzi in Carlo Barsotti, L’uomo di Reggio Emilia, op. cit.  Trascrizione a cura di Farancesca Davoli (nota 36)), (tratto da  Alfredo Hoyuelos Planillo “Loris Malaguzzi, biografia pedagogica”, nota 36, ed junior 2004)

Architettura

Urban design

Design

Fotografia

Grafica e Illustrazione

“Una parola è qualcosa che hai visto o ascoltato o che puoi anche disegnare.”

(Ann e Paul Rand “Scintille e Piroette” ed Corraini 2006)

Attività in Dispensa

VOLUME LIBERO/ LIBERO VOLUME

 

LAURA BONORA

Laureata nel 2007 presso la Facoltà di Architettura di Ferrara. Ho da subito iniziato la mia carriera professionale presso alcuni studi di progettazione bolognesi dove ho avuto la possibilità di confrontarmi con tematiche sia pubbliche che private. Oggi lavoro in proprio e collaboro con diverse realtà professionali sia in Italia che all’estero. In parallelo alla mia attività di architetto, mossa dall’interesse per la progettazione degli spazi pubblici, ho da sempre condotto una personale ricerca e sperimentazione in ambito artistico e culturale. La famiglia, la passione per i viaggi, le persone incontrate in questi anni mi hanno stimolata al confronto con nuove situazioni, possibilità e direzioni lavorative.

www.laurabonora.wordpress.com

www.volumelibero.wordpress.com

Volume Libero/Libero Volume, Incredibol 2010

Volume Libero/Libero Volume, Emilia Romagna Start Up/CREATIVE

 

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